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Settlefish

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50 anni di musica rock a Bologna!

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BIO

Se c’è una band che ha contribuito in maniera fondamentale a mettere Bologna sulla mappa del rock underground internazionale nel millennio appena iniziato questi sono i Settlefish. Sin dall’inizio la carriera del quintetto è stata caratterizzata da un respiro che andava ben al di là dei nostri confini. Il loro primo album “Dance A While Upset” pubblicato dall’americana Deep Elm, li proietta immediatamente sulla scena mondiale, anche grazie ad un lungo tour U.S.A. Dopo questa fase il bassista Stefano Pilia  lascia la band per essere sostituito da Paul Pieretto. Grazie al secondo album, “The Plural of The Choir”, uscito sempre per Deep Elm e prodotto da Brian Deck (ex batterista dei Red Red Meat), i Settlefish giungono a definire un suono unico: ardimentose costruzioni ritmiche e chitarristiche (la coppia di chitarristi Bruno Germano ed Emilio Torreggiani), improvvise aperture melodiche e un’attenzione assai poco “italiana” alle armonie vocali. Le liriche del cantante Jonathan Clancy in particolare contribuiscono a colorare con immagini inusuali e poetiche le strutture musicali della band. Al disco seguono tour italiani, europei ed americani che impongono i bolognesi tra le realtà più promettenti delle scena, soprattutto grazie ai loro passionali concerti. Questo periodo vede Federico Oppi sostituire Phil Soldati dietro le pelli della batteria. Il terzo album “Oh Dear”, questa volta per la bolognesissima Unhip Records, continua sul percorso tracciato dal lavoro precedente, con una maggiore attenzione per la forma canzone rispetto agli altri dischi e con un tiro ancora superiore, fornito dalla nuova sezione ritmica. Dopo i tour che seguono la pubblicazione del disco i Settlefish si prenderanno una pausa di riflessione che dura tutt’ora. Praticamente tutti i membri della band sono attivi oggi con altri progetti in qualità di musicisti o “addetti ai lavori”(A Classic Education, Crosses).

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